Dario Nardella

Dario Nardella è un politico italiano, deputato per il Partito Democratico nella XVII legislatura fino alla sua nomina da sindaco. È stato eletto sindaco di Firenze alle elezioni comunali del 25 maggio 2014 e sindaco della città metropolitana dal 1º gennaio 2015. Nato a Torre del Greco, è fiorentino di « adozione »: si trasferisce infatti a Firenze all’età di 14 anni. A Firenze ottiene il diploma in violino presso il Conservatorio Luigi Cherubini e nel 2001 si laurea in giurisprudenza conseguendo successivamente un dottorato di ricerca in diritto pubblico e diritto dell’ambiente. Nel 2019, si ricandida a sindaco di Firenze, per continuare il lavoro svolto in questi anni.

Club Italia-Francia : Nel 2014 era deputato a Roma e si è dimesso per tornare nella sua Firenze e candidarsi come sindaco. Dopo 5 anni, si ricandida per le elezioni comunali di maggio. Una ricandidatura che dimostra quanto 5 anni siano in realtà un periodo troppo breve per cambiare una città. Quali sono i vecchi cantieri sui quali vorrebbe continuare a lavorare nella prossima legislatura e quali quelli nuovi che vorrebbe lanciare? E quali gli elementi di sofferenza che rimangono a Firenze nonostante l’impegno politico degli ultimi 5 anni?

Dario Nardella : Firenze in questi anni ha cambiato volto grazie a grandi interventi di riqualificazione e all’inaugurazione di due linee tranviarie sulla cui fine nessuno avrebbe scommesso. E invece la scommessa l’abbiamo vinta noi. Ora puntiamo a completare il sistema tranviario, è un lavoro da finire e vogliamo farlo per una Firenze europea e sostenibile.

Club Italia-Francia : A Firenze, ha pensato ad un patto per la natalità con un bonus di 2000 € per ogni figlio nato, perfezionato in modo da garantire una certa progressività. Lei ha sottolineato come il calo demografico non sia dovuto al fatto che “non ci siano nidi o scuole materne, ma perché c’è un sistema complessivo del Paese che non aiuta la donna nell’esperienza della maternità.” Il rilancio demografico in Italia (ed in Europa), passa anche dal sostegno della causa delle donne e dell’eguaglianza di genere?

Dario Nardella : Assolutamente. Questo Governo parla di famiglia come slogan e taglia poi il bonus per baby sitter e asili nido. Il bonus Nuovi Nati non è sicuramente una misura risolutiva di per sé di un problema che ha radici profonde e cause non dipendenti dal governo locale, ma costituisce un tassello importante nella costruzione di una strategia di incentivo alla natalità e dunque di supporto alla maternità.

Club Italia-Francia : La TAV Torino-Lione è un argomento di attualità molto dibattuto in questo momento. Ma anche a Firenze, avete il vostro “caso TAV” tutto fiorentino. Il suo rivale, Ubaldo Bocci ha rilasciato un’intervista nella quale ha definito «inutile» la linea sotterranea di collegamento tra le tratte AVche, da nord e da sud, arrivano a Firenze. Che le infrastrutture siano necessarie allo sviluppo di un Paese o di una Regione, sembra dato inconfutabile. Perché ci sono allora opinioni così discordanti sulle linee ad alta velocità? Qual è la sua posizione in tema di sviluppo delle infrastrutture, con particolare riferimento alla TAV di Firenze?

Dario Nardella : Sono per uno sviluppo infrastrutturale sostenibile, per una città all’avanguardia. La Tav è un tassello cruciale di un sistema di trasporti integrato, è fondamentale per liberare binari di superficie utili a far nascere un servizio metropolitano che permetterà a fiorentini e pendolari di lasciare l’auto a casa.

Club Italia-Francia : Firenze si conferma un polo economico straordinario: nel giro di dieci anni, è diventata la capitale mondiale della pelletteria di lusso e altri dati incoraggianti sono il tasso di occupazione al 71,9% (seconda città in Italia) e quello di disoccupazione, calato al 5,4%. Sembra di assistere ad un nuovo Rinascimento fiorentino.  Quali sono i segreti di questo successo?

Dario NardellaFirenze vive un ciclo economico positivo rispetto al resto d’Italia.Abbiamo iniziato una serie di investimenti pubblici positivi che hanno generato occupazione, una politica che vogliamo portare avanti e che nei prossimi cinque anni, abbiamo stimato, sarà in grado di generare oltre 2000 posti di lavoro. Le risorse per la costruzione delle tramvie, il sostegno alla nuova pista dell’aeroporto, un sistema urbanistico certo e efficace sono tutte condizioni fondamentali per supportare il mondo del lavoro.

Club Italia-Francia : Il tema dell’ambiente preoccupa un po’ tutti, ma Greta ci ha ricordato come l’azione delle istituzioni sul tema sia assolutamente insufficiente e spesso ipocrita. Ma è anche vero che forse il cambiamento (per essere effettivo) deve venire dal basso, dai cittadini e quindi dal Primo Cittadino, il Sindaco. Quale spazio ha avuto ed eventualmente avrà (se rieletto) il tema dell’inquinamento e dell’ambiente a Firenze?

Dario NardellaHo detto da subito che i temi ambientali saranno una priorità assoluta nella prossima legislatura. Per questo abbiamo realizzato un programma totalmente green, con obiettivi sfidanti come il recepimento della direttiva plastic free, ma anche portando gradualmente il valore medio di raccolta differenziata al 75% e proseguendo gli investimenti su verde urbano e parchi cittadini.

Club Italia-Francia : Caterina de Medici nasceva a Firenze 500 anni fa per poi diventare regina di Francia. Questo è solo uno dei tanti episodi che legano l’Italia alla Francia. Secondo lei perché l’asse franco-italiano è ancora cosi debole? Quale contributo possono dare sindaci e autorità locali nella costruzione di forti legami su scala europea?

Dario NardellaL’asse franco-italiano mi pare tutt’altro che debole: Francia e Italia sono il secondo partner commerciale l’uno dell’altra; la Francia è il secondo mercato più importante per gli investimenti italiani all’estero ed è il terzo investitore in Italia. Questi dati si innestano su una consuetudine secolare di rapporti, anche culturali. Qui a Firenze sono presenti molti gruppi francesi di successo, LVMH e Kering (proprietari rispettivamente di Pucci e Gucci) nel settore della moda, Gest (gruppo RATP) che gestisce le nostre tranvie, Thales nel settore dell’elettronica.

Io sono convinto che il ruolo dei sindaci sia essenziale nelle relazioni internazionali. Firenze è una città a vocazione internazionale da sempre e ha avuto un Sindaco, il cui esempio mi ispira ogni giorno, Giorgio La Pira, che sin dal dopoguerra ha creduto nel ruolo dei Sindaci per rinsaldare i legami tra Paesi Firenze è gemellata con Reims ma abbiamo anche ottimi rapporti con Lione a livello metropolitano, e molti comuni di questo territorio sono gemellati con altrettanti comuni francesi.

Club Italia-Francia : Sono molti (anche tra gli europeisti) ad affermare che la politica Merkel abbia fatto in Europa gli interessi della sola Germania. Anche Romano Prodi (che non possiamo di certo dire sia un populista) ha affermato durante un’intervista che “oggi non c’è più unione di minoranze in cui nessuno prevarica, oggi c’è la Germania onnipotente che detta le regole”. La sinistra, italiana ed europea, non è stata troppo morbida con questo tipo di Europa, essendo essa stessa la causa della venuta dei populisti al potere? In questo senso, che autocritica dovrebbe fare il governo Renzi?

Dario NardellaRenzi ha capito più di altri Presidenti del Consiglio italiani l’importanza di avere autorevolezza in un’Europa che, essendo basata su un processo ancora molto intergovernativo, risente fortemente dei rapporti di forza fra Stati. Il governo Renzi ha consolidato gli ottimi rapporti sia con la Germania sia con la Francia, ottenuto posizioni prestigiose, oltre a flessibilità e cooperazione.  Personalmente leggo l’avanzata dei populisti e dei sovranisti come gli effetti della crisi globale da una parte, combinati dall’altra parte con le ingessature derivanti dalla perdurante impostazione intergovernativa. Questi elementi hanno impedito al progetto europeo di spiegare pienamente le proprie ali.

Club Italia-Francia : A proposito di Italia e Francia in Europa, le elezioni europee di maggio saranno all’insegna della collaborazione tra Pd e En Marche, con lo scopo di allargare le alleanze progressiste in seno al Parlamento Europeo. Condivide la linea assunta dal Pd per cercare di “rifondare” l’Europa?

Dario NardellaCertamente. Come dicevo sopra occorre dotare l’Unione di prerogative più ampie per rispondere in modo più efficace alle istanze dei cittadini europei. Pensiamo alla questione del dumping sul costo del lavoro e sulla tassazione, alla perdurante mancanza di iniziativa legislativa del Parlamento europeo, o, un tema che ci riguarda da vicino, la riforma del regolamento di Dublino. Tutte queste problematiche e le loro possibili soluzioni vanno in direzione di un cambiamento che rafforzi le dinamiche sopranazionali e non quelle intergovernative, perché se lo spazio economico, relazionale e civile che i cittadini vivono è oramai europeo, anche la loro democrazia deve esserlo. Sono felice che il PD e En Marche possano lavorare insieme su questa visione di riforma dell’Unione.

Club Italia-Francia : Il tema dell’immigrazione è di sicuro uno dei più delicati e problematici sia a livello nazionale che europeo. Non si tratta dell’immigrazione fine a sé stessa, ma del più complesso tema dell’integrazione, che tocca poi da vicino l’operato dei sindaci e delle entità locali. Forte della sua esperienza da sindaco, quanto pensa sia importante una triplice cooperazione Europa – Stato – Enti Locali per gestire l’integrazione ed evitare di trasformare le periferie in vere e proprie polveriere sociali?

Dario NardellaIl tema dell’immigrazione è uno dei più attuali ed è per sua natura globale. Per questi motivi è impensabile che possa essere gestito al meglio al solo livello statuale o addirittura locale. Per cominciare le migrazioni sono fenomeni che accompagnano l’umanità dagli albori della sua storia. I conflitti e i regimi autoritari in zone vicine al nostro continente, la desertificazione, l’attrazione esercitata dal modo e dal tenore di vita europeo, la ricerca di opportunità per sé e per i propri cari, ma anche la richiesta di manodopera da parte delle nostre economie sono all’origine di flussi migratori senza precedenti. Questi flussi vanno gestiti, non demonizzati, ed è ovvio che se esiste uno spazio europeo debba esistere anche una politica europea dell’asilo e dell’immigrazione, cosi come deve esistere una forte politica estera e di cooperazione con i Paesi terzi che migliori le condizioni di vita e dia maggiore impulso allo sviluppo sostenibile in quelle terre.

Club Italia-Francia : Tutta Firenze ha abbracciato la Francia intera dopo l’incendio di Notre Dame: lei ha inviato un messaggio di cordoglio alla collega sindaca di Parigi, Anne Hidalgo e la città di Firenze ha deciso di organizzare un piano di coinvolgimento volontario di artigiani, restauratori, architetti fiorentini per dare da subito apporto alla popolazione francese e a Parigi nella ricostruzione.Firenze in questa occasione si è confermata come un modello nazionale ed europeo in tema di cultura. Che posto ha avuto la cultura durante il suo mandato a Firenze e quale rapporto tra patrimonio culturale nazionale ed europeo?

Dario NardellaMi lasci intanto rinnovare il mio abbraccio a Parigi e ai suoi abitanti. Notre Dame è parte della vita dei francesi ma lo è anche del resto dell’umanità e noi fiorentini comprendiamo forse più di altri il senso di smarrimento che si prova di fronte alla perdita di un’opera dell’ingegno umano che accompagna una città da centinaia di anni. La cultura è stata un elemento centrale e al tempo stesso trasversale delle politiche del mio mandato, per la natura della città che ho avuto l’onore di guidare in questi cinque anni, e per la particolare congiuntura storico-politica che stiamo attraversando. Viviamo un’epoca di velocità, ipersemplificazione e globalizzazione piuttosto omologante in tutti i campi della vita. La cultura è la linfa della democrazia e della libertà, perché rispetta ed esalta le differenze, perché spinge l’uomo ad andare oltre il proprio orizzonte. Ho lavorato molto perché a Firenze la cultura continui ad essere viva, parte dell’esistenza quotidiana delle persone, perché solo così la nostra società può essere libera e solo così potrà continuare ad essere creativa. Firenze è la seconda città in Italia per livello di occupazione e molta di questa occupazione si trova nelle industrie creative e di moda, nell’arte e nel restauro, nelle università e nella ricerca, nel turismo. E’ la nostra ricetta di vita, prima della crisi, durante la crisi e dopo la crisi. Per portare avanti questa visione, lo scorso anno ho riunito per la prima volta a Firenze, con l’aiuto del Commissario alla Cultura UE Navracsics, tutte le capitali della cultura europea e insieme abbiamo creato una rete che si riunirà ogni due anni in una capitale diversa. E’ il nostro regalo all’Europa e sostengo fortemente la proposta del Presidente Macron per la creazione di un vero e proprio sistema universitario europeo che codifichi e al tempo stesso rivitalizzi l’identità europea.

Intervista a cura di Daisy Boscolo Marchi

Segui il Club su:

Privacy Policy Cookie Policy