Caterina Avanza

Caterina Avanza è candidata in Italia alle elezioni europee del 2019. Originaria di Brescia, è residente a Parigi da 15 anni. È stata nello staff politico di En Marche durante la campagna elettorale per le Presidenziali del candidato Emmanuel Macron. Laureata in Scienze Politiche in Italia, ha poi conseguito un master alla Sorbona.

Club Italia-Francia : Lei è candidata di En Marche sulla lista del PD nel collegio Nord-Ovest. Quali sono gli obiettivi di questo progetto transnazionale, soprattutto in termini di ripartizione dei gruppi politici al Parlamento Europeo?   

Caterina Avanza : Le liste transnazionali sono state pensate dal Governo Renzi per sostituire gli eurodeputati britannici, in particolare dal ministro Sandro Gozi e poi l’idea è stata ripresa da Emmanuel Macron. Purtroppo l’idea è stata bocciata in Parlamento europeo dalle destre. Le liste transnazionali fanno parte della nostra agenda politica per la prossima legislatura perché sono lo strumento per creare dei partiti transnazionali e per completare la democrazia europea. Per simboleggiare questo impegno, abbiamo deciso di candidare proprio Sandro Gozi sulla lista Renaissance in Francia. E io sono candidata sulle liste del PD nel Nord-Ovest.

Queste candidature sono anche delle passerelle fra i socialisti e i centristi all’interno del PE. Sulla lista Renaissance abbiamo anche una forte componente ecologista. Lavorando insieme questi tre gruppi potranno avere la maggioranza senza i popolari, è la prima volta dal 1979. E’ una chance unica per riformare l’Europa.

Club Italia-Francia : Dice di credere in un’Italia più forte in una Europa più efficace: quali saranno i cantieri su cui lavorare per portare l’Europa verso il 2030? 

Caterina Avanza : Un’Europa più politica e più vicina ai cittadini – le liste transnazionali sono appunto uno strumento importante. Un’Europa prima potenza verde al mondo, creando una banca del clima che permetta di lanciare un grande piano per la transizione ecologica. Un’Europa innovativa e competitiva – riforma delle regole della concorrenza, investimenti attraverso la Banca di investimento europea e sulla formazione sui lavori di domani. Un’Europa a progetto che permetta ai paesi che vogliono avanzare e integrarsi in materia di armonizzazione fiscale, sociale, militare e giuridica, possano farlo sempre tenendo la porta aperta agli altri paesi.

Club Italia-Francia : Il riformismo progressista in Italia ed in Europa vuole funzionare come argine ai populisti. I progetti di riforma annunciati sono molti, ma se le riforme a primo impatto portano una ventata di euforia, finiscono per creare disillusione verso gli elettori. È stato cosi per Matteo Renzi, e anche per Macron, che in Francia ha qualche problema con i gilet jaunes. Perché è così difficile per i riformisti di oggi instaurare un dialogo costruttivo con una parte dell’elettorato? 

Caterina Avanza : È sempre più facile essere contro, piuttosto di indicare la strada per riformare e migliorare. Le riforme per definizione vedono il loro impatto a lungo termine. Purtroppo, sempre più persone e soprattutto dopo la crisi del 2008, non sono più in situazione di attendere il lungo termine e finiscono per credere a chi propone soluzione apparentemente miracolose ma che poi si rivelano sistematicamente essere frottole.

Penso che tante riforme lanciate dal Governo Renzi producono dei risultati soltanto oggi, a volte la politica è crudele perché sono gli avversari che raccolgono i frutti delle cose seminate. Ritengo comunque che il Governo Renzi è stato una parentesi di speranza fra il Bunga Bunga e lo spread alle stelle e oggi la recessione o un Governo che esulta per una crescita allo 0,2%. Quando si investe sulla scuola e sulla formazione come los ta facendo Emmanule Macron, i risultati li si vedono nella prossima generazione. Ma qual’è il ruolo della politica, quella di pensare alla prossima battaglia elettorale o a quella delle prossime generazioni ?

Club Italia-Francia : Questo progetto transnazionale Italia-Francia risulta interessantissimo tenuto conto della vasta rete di relazioni economiche e culturali tra i due paesi. Il partito per cui lei è candidata fa capo a Emmanuel Macron, considerato come il portatore di valori come l’Europa unita, più sociale, più equa, meno intergovernativa. Al tempo stesso, a gennaio di quest’anno lo stesso Macron firmava il Patto di Aquisgrana per rafforzare l’asse franco-tedesco. La logica di Aquisgrana (per l’appunto intergovernativa) non rischia di fomentare ancora di più i populismi? In Italia per esempio questo patto non è stato accolto con molto entusiasmo… 

Caterina Avanza : L’asse Franco-Tedesco è chiaramente un motore per l’Europa ma non bisogna viverlo come un’esclusione degli altri. Sarebbe invece più utile andare avanti sul trattato del Quirinale che è già pronto ma che è bloccato da questo Governo, come la TAV, cosi importante per i due paesi. Non dimentichiamoci che fra Francia e Italia, 200 millioni di euro sono scambiati ogni giorno fra i due paesi. Anche per questo delle candidature transnazionali come quella di Gozi e la mia sono cosi importanti perché è assolutamente necessario di mandare all’interno del PE, degli eurodeputati capaci di parlare a entrambi i paesi.

Club Italia-Francia : La questione della parità di genere è purtroppo ancora di attualità: l’Italia è al 70° posto nella classifica del WEF in tema di equità di genere e le lavoratrici autonome guadagnano 54% meno dei loro colleghi uomini. In Francia la situazione è leggermente migliore, ma studi recenti dimostrano per esempio che per le donne è oggettivamente più difficile avere accesso al credito, condizione necessaria allo sviluppo di un’impresa. Altra faccia della medaglia, le violenze nei confronti delle donne aumentano di giorno in giorno, in tutti i paesi dell’UE. Al di là degli slogan, l’Unione Europea riesce a dare un contributo sufficiente a questa problematica? 

Caterina Avanza : La mancanza di parità è particolarmente flagrante anche nell’ambito politico e della gestione del potere istituzionale. Nel Parlamento italiano solo un terzo degli eletti sono donne. Nel Governo Conte 27% dei ministri sono donne, la media europea si attesta al 30% !

All’interno del Parlamento europeo le donne rappresentano il 36,4%, nonostante le liste siano paritarie. Soltanto un terzo dei membri della Commissione europea sono donne. Altro dato inquietante è la differenza fra il numero di donne che vanno a votare alle europee, sono il 5% in meno rispetto agli uomini. Sul fronte professionale non va meglio, in Europa, il tasso di impiego delle donne è molto più basso di quello degli uomini, 11% in meno. Le donne sono pagate in media meno degli uomini del 16%. L’Europa ha messo in atto delle politiche, con delle risorse all’interno del Fondo sociale europeo che permette di lottare contro le violenze fatte alle donne, il ritorno all’impiego dopo una gravidanza. Ma chiaramente tanto resta da fare su questo fronte.

Club Italia-Francia : ‪Il tema del rapporto tra cultura europea e nazionale è un cavallo di battaglia dei nazionalisti, che incolpano l’attuale governance europea di voler cancellare le culture nazionali. Perché c’è questa percezione e quali sono le sue proposte per conciliare cultura europea e cultura nazionale nell’epoca Erasmus+?    

Caterina Avanza : Lo slogan dell’Europa è « uniti nella diversità », più Europa non vuol dire meno tradizione, meno identità locale. Le identità si sommano. Io mi sento europea di origine italiana, ma mi sento anche bresciana (la mia città di origine) e allo stesso tempo parigina (la mia città di adozione)

Club Italia-Francia : Lei ha dichiarato: “A volte Siamo bloccati perché dobbiamo per forza avanzare a 27. Su certi progetti dobbiamo lavorare a meno Paesi».  Si tratta di quella che viene chiamata l’Europe à deux vitesses. Non crede che questo meccanismo possa indirettamente portare delle fratture in una Europa già cosi fragile, soprattutto dopo l’allargamento del 2004 e 2007?

Caterina Avanza : L’Europa a « plusieurs vitesses » esiste già perché certi paesi hanno l’Euro e altri no, alcuni paesi sono dentro Schengen, altri no. C’è chi vuole andare avanti sul fronte dell’esercito europeo e altri no. Quello che conta è tenere sempre la porta aperta come si è fatto sull’Euro, alcuni paesi sono entrati più tardi.

Club Italia-Francia : L’Italia intera ha dimostrato vicinanza e solidarietà alla Francia dopo l’incendio di Notre Dame. Questo contributo è la dimostrazione di quanto questo legame sia forte, al di là degli ultimi attriti diplomatici. Un più forte asse franco-italiano non sarebbe proficuo nella dialettica politica europea? 

Caterina Avanza : Assolutamente si. Anche la commemorazione dei 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci dimostra la vicinanza culturale fra i due paesi. L’asse franco-italiana è indispensabile per l’Europa ma io allargherei alleasse mediterranea. Penso che la ripresa dei lavori sul progetto EuroMed è necessario.

Intervista a cura di Daisy Boscolo Marchi

Segui il Club su:

Privacy Policy Cookie Policy