Principe Jean-Barthélémy Bokassa

La sua famiglia è stata una delle famiglie più importanti dell’attuale Repubblica Centrafricana, quale eredità ha sentito maggiormente quando si è stabilito in Francia? Quali sono i suoi migliori ricordi d’infanzia?

La mia famiglia, in effetti, è sempre stata considerata come la famiglia più importante del Centrafrica poiché i Centrafricani sanno che è stato l’Imperatore Jean-Bedel Bokassa a costruire tutto quel che c’è oggi in questo paese : le strade, le scuole, le case, gli ospedali… E’ stato sempre lui a costruire e a far sviluppare la capitale Bangui dal 1965 al 1979. A questi tempi, Bangui era soprannominata “Bangui la Coquette” (Bangui la graziosa) perché era una città gradevole, stabile, fiorente e sviluppata. I capi di stato che si sono succeduti dopo la caduta di Bokassa nel 1979, non hanno portato che caos, miseria e instabilità e lo si è notato con i massacri religiosi cristiani contro i musulmani causati dalla Seleka. Oggi, mio nonno è considerato dal popolo centrafricano come il Padre Fondatore del Centrafrica.

La mia famiglia si è data molto da fare per sviluppare il Centrafrica e renderlo indipendente. Tutto è cominciato con il bis nonno, Mindogon Mgboundoulou M’Bokassa, padre di mio nonno Jean-Bedel, il quale in quanto Capo di Terra e Governatore, ha portato avanti durante tutta la sua esistenza una lotta ininterrotta contro l’ingiustizia, il razzismo dei coloni e la schiavitù. Quando ci fu l’indipendenza, il mio prozio Barthélémy Boganda ha ripreso questo testimone. E’ stato il primo Presidente in assoluto dello stato centrafricano nel 1958 (ossia due anni prima dell’indipendenza) ed ha fondato la nazione centrafricana nel 1960. Mio zio Jean-Serge Bokassa è stato l’ultimo politico della famiglia. E’ stato a lungo deputato della Lobaye poi Ministro della Cultura sotto la Presidenza di Bozizé.

Anche mia madre, la principessa Martine Bokassa, ha avuto un ruolo molto importante a suo modo nel cambiamento delle mentalità sulla causa delle donne nel Centrafrica. Lei è nata a Saïgon nel 1953 da madre vietnamita ed ha scoperto il Centrafrica, il paese di suo padre, solo all’età di 17 anni, nel 1970. Nel 1972, ha preso un prestito in banca per finanziare il suo primo commercio senza l’aiuto di suo padre in modo da sentirsi indipendente. A quell’epoca, in Africa, non era ben visto il lavoro femminile. Nel 1972, mia madre apre il suo primo ristorante vietnamita in Centrafrica e conosce un successo folgorante in un paese in cui nessuno aveva mai ancora mangiato degli involtini primavera. Dopo il successo di questo primo commercio, aprirà poco a poco un ristorante francese, una stazione di benzina, una stazione di gas, un negozio …. e guadagnerà così i suoi primi milioni senza mai aver chiesto nulla a suo padre. E’ stata la prima erede di Jean-Bedel Bokassa ad avere un vero lavoro.

Quanto a mio nonno, l’Imperatore Jean-Bedel Bokassa, si era arruolato nell’esercito francese nel 1939, all’età di 18 anni. Diventò poi sergente delle « Forces françaises libres ». Partecipò allo sbarco in Provenza e combatté in Indocina, e poi in Algeria. Terminò la sua carriera con il grado massimo di Capitano dell’Esercito Francese. E’ stato il solo africano, fio ad oggi, ad aver ottenuto questa onorificenza.

Appassionato alla Francia e al mondo Occidentale, creò l’Impero centrafricano il 4 dicembre 1977. L’Impero poté prendere vita grazie al sostegno finanziario della Francia e venne in seguito riconosciuto anche dal Vaticano, che inviò un delegato del Papa Paolo VI. Due anni dopo, il 19 settembre 1979, il Presidente Valéry Giscard d’Estaing che aveva scelto il Centrafrica come sua prima destinazione ufficiale (il 5 marzo 1975), che aveva accordato il finanziamento dell’incoronazione di Jean-Bedel Bokassa, e che regolarmente veniva a caccia nel nostro paese, improvvisamente decise di ordinare un Colpo di Stato contro il suo “caro Amico e caro Familiare” Jean-Bedel, e tutto ciò calunniandolo dei peggiori orrori! Che cosa è successo davvero? Perché questo Colpo di Stato improvviso e questa propaganda di calunnie contro l’ex Imperatore? Questa si spiega semplicemente dal bisogno di mantenere il potere in Centrafrica poiché è un paese molto ricco in diamanti e in uranio.

Il Centrafrica è anche per la Francia una zona geografica molto strategica poiché si trova tra il Ciad, il Camerun e il Congo – inoltre questo Colpo di Stato ha permesso al Presidente Valéry Giscard d’Estaing di tenere segreta la sua relazione adultera con l’Imperatrice Catherine Bokassa. In effetti, dopo l’inchiesta dell’autrice Diane Ducret nel suo saggio “Donne di dittatori”, Diane scrive che l’imperatrice Catherine Bokassa e il Presidente Valéry Giscard d’Estaing hanno avuto una relazione extraconiugale durata diversi anni. Secondo le ricerche dell’autrice, Catherine Bokassa, moglie di mio nonno Jean-Bedel Bokassa, era rimasta incinta del Presidente Valéry Giscard d’Estaing nel 1979 ma, sotto la pressione dell’Eliseo, aveva dovuto abortire. Anche mio nonno scriverà di questo terribile periodo della sua vita nel libro di Roger Delpey “La Manipulation”, dove si narra del doppio tradimento da parte del Presidente Giscard D’Estaing e di sua moglie Catherine.

Quale eredità ho sentito una volta arrivata in Francia? Non ne ho sentita alcuna, semplicemente perché avevo solo 5 anni. L’ho sentita invece all’età di 20 anni, quando ho provato il bisogno di fare un lavoro di memoria. Leggevo troppe cose false sulla stampa e nei libri riguardanti il mio paese, mio nonno e la sua storia. Tutte queste informazioni errate erano state scritte da persone che non avevano mai neanche messo piede in Centrafrica e che non erano mai stati vicino a mio nonno. Io sono nato in una famiglia che è stata al potere. Sono cresciuto in mezzo ad un certo protocollo. Ho vissuto nei castelli appartenenti alla mia famiglia, sono stato a contatto con mio nonno e, soprattutto, sono centrafricano. Per via di tutte queste circostanze, ero sicuramente più idoneo a raccontare la storia del mio paese. Quindi, ho cominciato a fare ricerche, per 7 anni ho fatto domande a tutti i membri della mia famiglia ed ai politici che hanno lavorato a contatto con mio nonno. Ho lavorato con costanza e assiduità e poi ho scritto e pubblicato il mio primo libro “Les diamants de la Trahison” (I Diamanti del Tradimento). Il mio lavoro diede i suoi frutti poiché il mio libro è uscito in libreria nel settore dei libri di storia. In quanto giovane autore, vedermi qualificato come storico mi rese molto felice e fiero. I miei antenati si erano battuti per conservare la dignità del popolo centrafricano, la mia eredità era dunque quella di battermi per restituire la dignità la mio nome dopo il Colpo di Stato del 1979. E così sono diventato uno scrittore.

I miei migliori ricordi d’infanzia? I miei primi completi Pierre Cardin e Yves Saint Laurent, che mi hanno regalato quando avevo 3 anni perché fossi bello ed elegante per la cerimonia dell’incoronazione di mio nonno. Conservo un bel ricordo del daino che mi hanno regalato a 4 anni per il mio compleanno, è stato il primo animale domestico, quando vivevamo al castello, eravamo molto in sintonia. Ultimo ricordo forte della mia infanzia : mi è piaciuto molto passare tutte le feste di Natale della mia infanzia e adolescenza al castello di Hardricourt, con mio nonno, i suoi figli ed i miei cugini. L’albero di Natale nell’’ingresso del palazzo era enorme, arrivava fino al secondo piano del castello e, per un bambino, era davvero una sensazione incredibile.

Come ha vissuto i vari spostamenti (Africa, Corsica, Parigi ) e cosa ha conservato di ogni posto in cui ha vissuto ?

Ho molto amato ogni posto in cui ho vissuto. Dopo il Colpo di Stato del 1979, abbiamo vissuto due anni al Castello di Hardricourt, il castello preferito di mio nonno, nelle Yvelines. Quel periodo mi ha permesso di riavvicinarmi ai miei zii, che sono per la maggior parte della mia generazione. Così, abbiamo avuto modo di sviluppare dei rapporti fraterni molto più stretti di quelli zii-nipote. Poi, abbiamo vissuto per un periodo in Svizzera. Più precisamente a Ginevra, perché mia sorella aveva contratto la poliomelite all’età di 2 anni in Centrafrica e i miei genitori la facevano curare in Svizzera. Per i miei, era molto importante che le stessimo il più vicino possibile per sostenerla quotidianamente nella processo di guarigione.

Dopo la Svizzera, abbiamo vissuto in Lorraine, a Nancy. Studiavo in una scuola privata e religiosa, l’Ecole de la Providence. Lì mi hanno trasmesso le cose fondamentali della cultura e la sete di apprendere sempre di più. Dopo la Lorraine, ci siamo trasferiti al Nord della Corsica, nel 1990. Lì, adoravo il clima e la convivialità dei corsi. Ci ho vissuto gli anni del liceo. L’ultimo anno di liceo, ho vinto il primo premio di un concorso di storia tra i licei di tutta la regione della Costa Azzurra e della Corsica. Il tema era la Shoa. Questa prima vittoria mi ha dato molta fiducia nelle mie possibilità in un’età ingrata come l’adolescenza. I miei professori di storia francese, Mme Loverini e Mr Moshart mi hanno molto incoraggiato a diventare uno scrittore.

Dopo il diploma, mi sono trasferito a Parigi ed ho fatto degli studi di Commercio Internazionale, Giapponese e Vietnamita all’università di Paris Dauphine, considerata come la migliore università di Francia. Io parlo il vietnamita da sempre ma tenevo molto ad imparare anche a scriverlo correttamente. L’Asia mi ha sempre affascinato, senz’altro anche per via del fatto che sono per un quarto vietnamita. Dopo l’università, mi sono fatto ammaliare dal fascino di Parigi ed ho deciso di restarci a vivere.

Cosa ho conservato di più di ogni posto in cui ho vissuto? La convivialità della gente e la mia capacità di adattamento ad ogni luogo in cui ho vissuto. Mia madre è nata in Vietnam e anche mia nonna. Mio padre è nato invece in Centrafrica, come mio nonno. Io sono quindi un meticcio, un vero nomade, un cittadino del mondo.

Oggi lei è molto conosciuto nell’ambito dei grandi eventi e delle feste di un certo livello che si occupa anche di organizzare. Ci può parlare di questi progetti ?

Sono molto conosciuto nell’ambito delle serate mondane parigine poiché mi ci invitano in quanto scrittore e personaggio pubblico. Apprezzo molto tutti questi inviti e cerco di onorarli quanto più possibile. E’ vero che ho io stesso organizzato delle serate mondane per due anni, quando ero ancora studente. I miei genitori mi avevano tagliato i viveri perché secondo loro viaggiavo troppo, i weekend per esempio, me ne andavo tre giorni a Venezia, Saint Barth, Gstaad, New York … Mi spostavo in taxi e mi rovinavo da Dolce e Gabbana, Roberto Cavalli, Versace e da Louis Vuitton! Mia madre un giorno mi ha chiamato e mi ha detto “figlio mio, tu mi costi troppo!”. Il tempo di riattaccare ed aveva già fatto disattivare la carta di credito! Morale: durante gli ultimi due anni di università, ho organizzato delle serate “people” grazie alla mia rete di amicizie, in modo da conservare il mio livello di vita. Dopo le lezioni lavoravo come PR in un club, invitavo dei personaggi famosi e gli altri pagavano per entrare a vederli… Così facendo. I miei genitori mi hanno salvato la vita! Mi hanno insegnato a diventare autonomo e a guadagnare i soldi di cui avevo bisogno! Alla fine degli studi, ho smesso di organizzare questi eventi e ho incontrato il mio primo editore, Jacques-Marie Laffont, che ha pubblicato “Les Diamants de la Trahison” e così sono diventato scrittore. Le serate “people”, non le organizzo più ma mi piace sempre andarci quando mi invitano.

Parliamo dunque del suo successo come scrittore. Lei ha scritto dei libri sulla sua famiglia e anche un romanzo che ha avuto un buon successo. Ce ne può parlare ed eventualmente raccontarci dei suoi prossimi progetti di scrittura?

Mi reputo uno scrittore felice perché ho questa fortuna rara di aver fatto della mia passione un vero lavoro. Ho anche la fortuna di aver avuto successo in quanto scrittore. Come per chiunque, qualunque mestiere si faccia, bisogna battersi, perché la vota è una battaglia continua. Le mie armi per combattere si riassumono alla mia penna, i miei neuroni e la mia documentazione. Molti occidentali non sanno nulla del Centrafrica né della famiglia Bokassa ma spesso molti si sono arrogati il diritto di parlarne in maniera errata. Questo mi ha sempre molto colpito poiché io stesso mi sento incapace di esprimere giudizi su un paese che non ho mai neanche visitato o su famiglie e persone che non conosco. E’ per questa ragione che inizialmente ho scritto “Les Diamants de la Trahison”, per raccontare la verità di un paese e di una famiglia che per molti anni è stata al potere in quel paese.

Le persone hanno in mente molti cliché quando pensano all’Africa degli anni 60 e 70 : “i neri, mangiano altri uomini, gli africani, sono dei selvaggi…” e la mia famiglia è stata vittima di questi cliché che sono solo il risultato di un razzismo post-coloniale. Inoltre, questi stessi cliché sono stati a lungo veicolati da spiriti incolti che consideravano il colonizzatore come il salvatore dell’Africa e l’africano come colui che doveva lasciarsi saccheggiare e insultare in silenzio. Prima di pubblicare questo primo libro, come detto all’inizio dell’intervista, ho svolto delle ricerche per 7 anni per scoprire tutti gli ingranaggi della politica centrafricana e mostrare a chi davvero facesse comodo la caduta Bokassa. E’ stato affascinante constatare fino a che punto la politica si nutra e si costruisca unicamente attraverso il tradimento.

Il mio secondo libro, “Traité de Manipulation pour séduire un(e) millionnaire” (Trattato di manipolazione per sedurre un/a milionario/a) è un saggio letterario. È uno studio sulla società riguardante quelle donne e quegli uomini che sono stati cresciuti ed educati, sin dall’infanzia, da propri genitori con l’unico obiettivo di sposare un/a milionario/a al fine di progredire nella scala sociale. Nel libro, fornisco tutti i consigli utili per arrivare ad un matrimonio a cinque stelle!

Il mio terzo libro, “Saga Bokassa”, è semplicemente il seguito del primo. Il quarto, “Erika Flynt où le récit d’une métamorphose” è un romanzo che racconta la storia di una ragazza di 17 anni che, fin dalla nascita, è stata ingrassata dalla madre in modo da farla diventare obesa per non farle conoscere l’amore né nessun’altra forma di vita sociale. Questo romanzo è stato selezionato nella sezione “Meilleure sélection de la FNAC” nel novembre 2010.

Il mio quinto libro, “L’os Tentation”, è la storia vera di un campione para-olimpico che uccide la sua fidanzata dietro ad una porta, in Sudafrica, perché non ha mai potuto avere rapporti sessuali con lei…. Uscirà quest’anno.

I miei libri sono attualmente in vendita di Germania, in Giappone e nei paesi francofoni. Sto anche preparando una mostra dei miei quadri dedicati alle battaglie più famose dell’Imperatore Napoleone, una specie di omaggio del primo nipote dell’ultimo Imperatore del continente africano verso uno dei più grandi imperatori d’Occidente.

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