Pensare altrimenti

Le rivolte difficilmente si lasciano ricondurre a un paradigma unitario ma presentano come orizzonte comune la rivendicata antitesi rispetto a un ordine costituito o a un “comune sentire” che si pretende giusto. Il dissenso prende forma nel poliedrico arcipelago delle passioni e del sentire, come rivela la sua stessa radice semantica, che rimanda a un sentire diversamente (dissentio) rispetto al modo comune.

La cellula genetica del dissenso corrisponde, pertanto, a un sentire altrimenti che è già, virtualmente, un sentire contro: e che, per ciò stesso, può trapassare nelle figure concrete in cui il dissentire si cristallizza facendosi operativo.

Il dissenso, quindi, può essere inteso come l’elemento basico a partire dal quale vengono costituendosi, nella loro molteplicità prismatica, le forme dell’opposizione e dell’antagonismo, tutte diverse e, non di meno, accomunate nel loro fondamento, da quella scossa prerazionale che induce l’io a divergere e a conferire forma a tale gesto. Il presente saggio si propone di analizzare le figure del pensare altrimenti, le declinazioni storiche del dissenso e la sua fenomenologia.

Casa editrice Einaudi

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