Jean-Michel Guenassia

Jean Michel Guenassia, nato ad Algeri nel 1950, è dei più affermati e più conosciuti scrittori francesi. Avvocato con la passione per la scrittura e anche sceneggiatore per il cinema e per la televisione, nel 1986 scrive un romanzo poliziesco con Liana Lévi, Pour cent millions, con il quale si aggiudica il premio Michel Lebrun. Abbandona la professione per dedicarsi totalmente al suo primo romanzo, al quale ha pensava da più di dieci anni.

Nel 2009 l’editore francese Albin Michel pubblica Il club degli incorreggibili ottimisti. Il libro viene presentato come “il primo romanzo di uno sconosciuto di 59 anni”, ma vende oltre 200.000 copie in Francia e diventa il caso letterario più importante del 2009, riscuotendo consensi anche da parte della critica.

Michel, il protagonista della storia, è un adolescente, figlio di emigranti italiani. Un giorno il giovane ragazzo viene attratto da una stanza sul retro dove si ritrova un gruppo di uomini che parlano francese: si tratta di un gruppo di rifugiati dai Paesi dell’Est che si riuniscono al Balto, un bistrò di Parigi. Questi uomini sono gli Incorreggibili Ottimisti, e le loro vicende si intrecciano con quella della Grande Storia. Sono storie marcate dall’esilio, che si svolgono sullo sfondo di un decennio epocale, il periodo di tempo che si snoda dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino all momento del miracolo economico degli anni Sessanta del Novecento.

Tradotto in dieci Paesi, Il club degli incorreggibili ottimisti viene selezionato per il Prix Goncourt e vince questo prestigioso premio nella categoria dei Lycéens nel 2009. Viene ugualmente consacrato a  finalista al Prix des Libraires. Inoltre nel 2010 ottiene il primo premio dei lettori, con oltre un milione di voti, della rivista Notre Temps.

Nel 2012 Guenassia pubblica il suo secondo romanzo: La vita sognata di Ernesto G., nel 2015 viene pubblicato Trompe la Mort, nel 2016 Il valzer degli alberi e del cielo.  De l’influence de David Bowie sur la destinée des jeunes filles, pubblicato nel 2017, è l’ultima fatica dello scrittore, salutata con entusiasmo da parte dei lettori e della critica.

Da “Pour cent millions”, passando per il suo romanzo d’esordio “Il club degli incorreggibili ottimisti” fino ad arrivare al suo ultimo lavoro, “Il valzer degli alberi e del cielo”, lei è sicuramente uno scrittore poliedrico, capace di attraversare i generi letterari e di restituirli con la medesima efficacia. Crede che al giorno d’oggi la poliedricità, il multitasking in ogni ambito sia un’abilità importante?

Jean-Michel Guenassia : Amo cambiare, in ciascun romanzo, il tema, lo stile, l’epoca nella quale è ambientato. Non voglio riscrivere ciò che ho già scritto. Ho voglia di esplorare nuovi territori letterari a me sconosciuti, di prendermi dei rischi. Avrei potuto scrivere il seguito de Il club degli incorreggibili ottimisti, che è stato un grande successo. Ho preferito rinunciare a questa idea per andare in un’altra direzione. Vi è la possibilità che ciò destabilizzi alcuni lettori che hanno il desiderio di ritrovare il libro che hanno amato. Ma preferisco indirizzarmi verso ciò che veramente mi interessa piuttosto che seguire dei criteri editoriali.

Lei ha lavorato per sei anni alla stesura del suo romanzo d’esordio mentre esercitava la professione di avvocato, che poi ha abbandonato. In questi tempi di crisi economica diffusa, come vede la scelta di chi lascia un lavoro certo per inseguire un sogno o un desiderio, andando ad ingrossare potenzialmente le fila dei cosiddetti “precari”?

Jean-Michel Guenassia : Non me lo sono domandato troppo. Avevo rinunciato al mio mestiere di avvocato per diventare sceneggiatore, poi ho rinunciato a quest’ultimo mestiere per scrivere dei romanzi. Anche se non è sempre facile, perché vi sono dei momenti complicati, faccio ciò che desidero fare e non rimpiango di avere fatto questa scelta.

Che il romanzo sia ambientato unicamente a Parigi o che Parigi sia una delle città in cui il romanzo è ambientato, la capitale francese sembra essere imprescindibile dalla sua scrittura. Cosa ama di Parigi, e cosa la ispira? Come giudica la Parigi contemporanea, in cosa brilla e in cosa difetta a suo avviso?

Jean-Michel Guenassia : Ho vissuto quasi rutta la mia vita a Parigi. è una città che conosco molto bene. Era normale che quel romanzo fosse ambientato in questa città. Dico spesso che il personaggio principale del romanzo è il Jardin du Luxembourg. Tutto il romanzo ruota attorno ad esso, non si esce da questi quartieri della rive gauche. La città è cambiata, certo, certi quartieri devono resistere strenuamente alla mercificazione. Saint -Germain-de-Prés è diventato una galleria commerciale di lusso che non ha niente a che fare con il suo antico fascino, ma lì intorno gli abitanti di Parigi ritrovano ancora l’essenziale, ed è ancora molto piacevole passeggiare e vivere lì. Nel mio romanzo Trompe-la-mort invece Parigi scompare completamente, l’azione si svolge tra New Delhi e Londra.

Grande protagonista dei suoi romanzi è la Storia con la lettera maiuscola. Pensa che la Storia vista da uno scrittore possa essere apportare un contributo fondamentale all’evoluzione della società, insegnando a non ripetere gli stessi errori e a guardare al futuro alla luce del passato? Quali sono gli errori dai quali a suo avviso la società odierna dovrebbe essere messa in guardia?

Jean-Michel Guenassia : Mi piace che i personaggi dei miei romanzi non siano solamente centrati sui loro problemi, ma voglio che rivolgano il loro sguardo al mondo, e che siano concentrati su quello che succede. Non credo che gli scrittori apportino un contributo all’evoluzione della società. Nessuno scrittore ha mai avuto il potere di cambiare nulla, tranne quando è stato impegnato in politica. Credo anche che la storia non si ripeta. Quello che noi viviamo oggi non ha nulla a che vedere con ciò che hanno vissuto i nostri genitori, e la loro esperienza è inutile per noi. Commetteremo i nostri errori, e ce ne renderemo conto troppo tardi.

Le vicende che lei narra implicano anche incontri tra personaggi provenienti da varie nazionalità, immigrati o emigranti, come nel suo primo romanzo “Il club degli incorreggibili ottimisti”. Essi non sono considerati nessuno, ma spesso danno origine a proficui scambi di idee che rivelano un sentimento comune e unitario. Pensa che l’integrazione sia necessaria nella società odierna e nello specifico nella società francese, che da sempre è permeata dal tema, e quali sono gli strumenti per gestirla e per capirne criticità e potenzialità?

Jean-Michel Guenassia : La storia dell’umanità, dalla notte dei tempi, è una storia di migrazioni. Dall’Est e dal nord ai tempi dell’Impero romano, dal nostro continente verso l’America nel diciannovesimo secolo, dal sud nei nostri giorni. Volere arrestare l’immigrazione è un’illusione, bisogna abituarsi all’idea che nulla sia stabile, e imparare a vivere questa condizione al meglio.

A proposito di scambi di idee che possono dare origine a un sentimento comune, pensa che sia possibile nell’Europa di oggi, e in che modo potrebbe essere utilizzato al fine di fornire un’unità di obiettivi e di intenti? Che ruolo giocano gli intellettuali come i protagonisti del suo libro in tale processo?

Jean-Michel Guenassia : Non siamo i proprietari dalla terra in cui viviamo, la terra appartiene a quelli che vivono su quel suolo, poco importa dove siano nati. Gli intellettuali hanno perduto il proprio ruolo di depositari della coscienza collettiva. Possono ritrovarlo, ma non più di chiunque altro. È ancora necessario impegnarsi un po’ in ciò che accade nel mondo e non rimanere chiusi nel proprio ufficio.

Nel suo romanzo d’esordio gli immigrati si ritrovano nel retro di un caffè per parlare di politica, cultura, storia, filosofia. Non hanno nemmeno un’identità, non vengono presi in considerazione, ma sulle loro argomentazioni si fonda un intero sistema di valori. Sembra esserci un’idea ricorrente degli immigrati, per la quale essi vengono presi in considerazione solo se riscuotono successo sociale nel Paese che gli accolti. Come modificare questa visione denigratoria?

Jean-Michel Guenassia : Non è una visione denigratoria in toto. Vi sono, per semplificare, due tipi di immigrazione, uno è politico, l’altro è economico. In entrambi i casi, sono le persone più attive e più determinate nei loro paesi che sono portate a lasciarli. Per questo l’immigrazione deve essere vista come un’opportunità per il Paese che accoglie questi immigrati.

Sempre ne “Il club degli incorreggibili ottimisti”, il gruppo di amici è in fuga da un Paese dittatoriale, nel qual non vige la libertà di espressione, e che si ritrovano in un caffè per parlare di argomenti a loro preclusi. Quanto è importante la libertà di espressione al giorno d’oggi, in un mondo che fa largo utilizzo dei social network, in cui ognuno può esprimere la propria opinione, ma nel quale poi esistono ancora Paesi nei quali è in vigore la censura?

Jean-Michel Guenassia : Comunque si voglia porre la questione, è chiaro che Internet e i social partecipino veramente alla democrazia, alla libertà di espressione, e si può notare che i Paesi che vogliono limitare questa libertà di espressione hanno difficoltà a controllare i social.

La dittatura nei Paesi dell’Est da una parte, la questione algerina e l’imperialismo francese dall’altra. Questi sono tra i temi storici trattati ne “Il club degli incorreggibili ottimisti”, ancora dolorosamente attuali. Perché a suo avviso la Storia non è cambiata?

Jean-Michel Guenassia : Il colonialismo è, tra le altre cose, una manifestazione della cupidigia umana, e del trionfo dei più forti sui più deboli. Non credo che questa attitudine sia stata dissipata, ha soltanto assunto altre forme, come il neo colonialismo, o il colonialismo di Stato. Oggi il capitalismo ha trionfato sul comunismo, e l’ultimo nemico del colonialismo è il colonialismo stesso. La sparizione delle risorse del nostro pianeta, il cambiamento climatico ecc., lo obbligheranno inevitabilmente ad evolversi.

Nei suoi libri lei lascia grande spazio agli ideali, perseguiti dai protagonisti e spesso disillusi. Quanto sono importanti per lei gli ideali oggi, e perché sente l’esigenza di ribadirne l’importanza? Pensa che la Francia e l’Unione europea abbiano perso in un certo senso gli ideali che uniscono la nazione e l’intera Europa, e come ravvivare questi ideali?

Jean-Michel Guenassia : Quello che mi interessava veramente sia nel Club sia nel La vita sognata di Ernesto G. era di affrontare la questione delle grandi utopie del Ventesimo secolo. Di interrogarmi, tramite questi personaggi, per cercare di comprendere come mai questa utopia che è stata il comunismo, molto bella sulla carta, abbia potuto generare una tale mostruosità.

Quanto all’Unione Europea, è una bella idea anche funziona, finalmente, e che non  funziona così male, che rimane da migliorare ed è molto perfezionabile, ma in ogni caso sostituirla non è stata una buona idea. Il populismo che si vuole esprimere in Francia o in Italia, non potrà che condurre, lo sappiamo bene, a una situazione catastrofica. Poniamo la nostra attenzione su ciò che di buono l’Europa ci ha apportato finora, anziché continuare a criticare l’Europa.

Il personaggio principale del suo ultimo romanzo, Il valzer degli alberi e del cielo, è Marguerite, è una diciannovenne che si ribella alle condizioni del padre, il quale vorrebbe per lei un matrimonio combinato e una vita accanto al focolare, ma al contrario ama Vincent Van Gogh e la pittura. Come mai ha voluto focalizzare l’attenzione su questa giovane donna, “emancipata” come diremmo oggi? Cosa pensa del processo di emancipazione femminile e della cosiddetta “parità dei sessi” nella società moderna?

Jean-Michel Guenassia : È un tema ricorrente nei miei libri, incarnato dal personaggio di Cècile ne Il Club, di Christine ne La vita sognata di Ernesto G , di Helen ne Trompe-la-mort. Tra le grandi utopie dell’inizio del Ventesimo secolo, il femminismo è una delle rare utopie che è riuscita ad imporsi. Anche se resta ancora molta strada da percorre, soprattutto per quanto concerne l’evoluzione della mentalità.

Ne” il valzer degli alberi e del cielo”, Van Gogh permette a Marguerite di vedere i luoghi in cui la ragazza ha sempre vissuto da una prospettiva diversa, e questo avviene attraverso l’arte, attraverso i dipinti. Pensa che la scrittura e la letteratura abbiano la stessa funzione, cioè di potere presentare il mondo da un punto di vista diverso, più ricco e complesso? In che modo gli scrittori possono contribuire a cambiare la visione del mondo in cui viviamo?

Jean-Michel Guenassia : La letteratura permette di intravedere, di entrare in mondi che altrimenti non sarebbero accessibili. Grazie agli scrittori (e ai registi) possiamo vivere in qualunque paese, in qualunque epoca, delle vite e della avventura che altrimenti non vivremmo mai. Sono delle porte che si aprono, e che ci permettono di comprendere meglio il mondo.

I suoi libri, pubblicati in Italia da Salani, sono accolti con entusiasmo. Che cosa le piace dell’Italia e quale rapporto ha con il suo pubblico di lettori italiani?

Jean-Michel Guenassia : Potrei parlare dell’Italia per giorni interi, di tutto quello che questo Paese mi ha offerto. In un certo periodo della mia vita ho abitato a Padova, una città che mi ha colpito moltissimo. Sono stato contaminato dal cinema italiano, e dalla letteratura italiana. Sono felice dell’accoglienza riservata ai miei libri in Italia, che io considero il mio secondo Paese, nel quale mi reco più volte all’anno. Ho partecipato a molti saloni del libro in Italia, ed è sempre un grande piacere incontrate i lettori italiani, o potere comunicare con loro attraverso Facebook.

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