Clarisse Reille

Clarisse Reille è direttore del DEFI, il comitato professionale di Sviluppo Economico del settore tessile. È anche presidente del GEF “Grandes Ecoles au Féminin”, una rete di 45.000 donne impegnata nella promozione delle donne nel mondo del lavoro.

Clarisse Reille è un ingegnere. Laureata presso la Grande École “Centrale Supélec” e all’ ‘ENA, parla correntemente francese, inglese e italiano. È stata direttrice della Biomerieux a Firenze e Lione, e Consigliere del Ministro dell’Industria. Per 7 anni ha ricoperto il ruolo di Managing Director di Marsh, leader mondiale nell’assicurazione e nella gestione dei rischi. Nel 2007 diventa Project manager al servizio del Ministero dell’Economia: il suo compito nell’ambito di tale missione è quelli di seguire i progetti di riconversione dei dipendenti del settore tessile, monitorando i processi burocratici che frenano le piccole e medie imprese e la strategia dei marchi del settore tessile e dell’abbigliamento di lusso. Dopo una breve esperienza come CEO di Mediation Inter-Entreprises, è diventata nel maggio 2011 Direttore Generale del DEFI.

Jacquemus, Y / Project, Atlein: dietro ognuno di questi (e di molti altri) successi del Made in France c’è il DEFI. Essenziale per l’ecosistema della moda, il suo ruolo è quello di sostenere la moda francese, fornendo i mezzi – finanziari, di rete, di consulenza strategica – ai grandi stilisti di domani.

Il DEFI è l’incubatore e l’acceleratore di crescita per l’industria della moda francese. Ha diversi obiettivi strategici: il sostegno alla creazione, il rafforzamento dell’immagine ” Parigi, capitale della moda” e l’internazionalizzazione delle sue aziende. Ma anche il mantenimento e lo sviluppo del know-how, la competitività e la capacità di adattamento degli attori della moda in un mondo complesso, in profondo cambiamento, e l’incoraggiamento dell’innovazione tecnologica. Oggi il DEFI è finanziato da 3.500 aziende, la cui preoccupazione principale è quella di sostenere la creazione e lo sviluppo del settore.

Club Italie-France : Qual è il nuovo modello di business per creare e vendere nel campo della moda ai tempi di Instagram?

Clarisse Reille : Non penso si possa parlare di un singolo modello di business “magico”. Al contrario, oggi esistono una serie di modelli di business. Tuttavia, tutti questi modelli si basano su una serie di principi:

  • L’importanza data alla storia del marchio ed ai i suoi valori
  • Il senso del marchio
  • La sincerità
  • La comunicazione

La comunicazione in particolare non segue più il modello dall’alto verso il basso, ma piuttosto quello della condivisione. Instagram è diventato essenziale per un marchio per crescere, farsi conoscere e interagire con la sua community.

“Il prodotto è ancora necessario ma non è più sufficiente per sviluppare un’azienda. “

Club Italie-France : con la comunicazione digitale, la strategia delle aziende passa dal prodotto all’esperienza del consumatore, creando un’emozione, un sogno, condividendo un concetto, raccontando una storia. Esiste una “dematerializzazione” del prodotto?

Clarisse Reille : il prodotto è sicuramente ancora necessario, ma non è più sufficiente per sviluppare un’attività. I creatori devono pensare allo sviluppo del marchio in un senso più globale e non limitarsi alla realizzazione di un prodotto semplicemente creativo. È chiaro che la parte “immateriale” diventa preponderante.

“Stiamo assistendo ad uno sviluppo di slow-fashion, un’attrazione per pezzi meravigliosi che possono durare nel tempo.”

Club Italie-France : la moda è destinata ad andare sempre più veloce, in termini di produzione e consumo?

Clarisse Reille : Assistiamo a dei movimenti complessi: da un lato un’accelerazione dei ritmi, e allo stesso tempo uno sviluppo di “slow-fashion”, un’attrazione per pezzi belli che possono durare nel tempo. Il modello di massa, detto fast-fashion, si sta indebolendo. Una delle chiavi sarà sicuramente la riduzione del tempo tra produzione e consumo, con una migliore adeguatezza dei volumi per adeguarli alle vendite effettive.

“Il lancio di un marchio diventa estremamente complesso, è essenziale avere una squadra intorno a te.”

Club Italie-France : come può un giovane designer lanciare il suo marchio e quali sono le competenze necessarie? Quali sarebbero i suoi consigli per creare il proprio marchio?

Clarisse Reille : Il lancio di un marchio diventa estremamente complesso se consideriamo sia la concorrenza che i molteplici requisiti ai quali devono rispondere gli imprenditori di oggi. Credo che oggi sia davvero difficile iniziare da soli, è essenziale lavorare in squadra, sia essa professionale o amichevole, che condivida la stessa ambizione, ma la cui gamma di competenze sia ampia. Se la creazione è il cuore di un marchio, è imperativo sapere come gestire un’impresa come in qualsiasi altro settore economico, comunicare e animare le comunità.

“I nostri due settori (Francia e Italia) non si conoscono abbastanza bene. Una migliore conoscenza reciproca delle imprese mi sembra essenziale”.

Club Italie-France : la moda è il secondo settore industriale per importanza in Francia e in Italia, un settore redditizio che attrae aziende internazionali. Molti gruppi di lusso francesi producono già in Italia. Come potrebbe il settore Francia / Italia lavorare meglio insieme per creare del valore aggiunto?

Clarisse Reille : Curiosamente, anche se Francia e Italia sono molto vicine geograficamente, culturalmente e sentimentalmente, le nostre due economie si conoscono molto poco. Una migliore conoscenza reciproca delle imprese mi sembra essenziale. Ci sono indubbiamente molte iniziative che potrebbero essere proposte per far conoscere e sviluppare le start-up digitali e tecnologiche che lavorano per la moda, anche per mezzo delle affinità che si creano grazie ad una migliore rete di contatti.

“Per un marchio emergente, i micro e i nano-influencer sono estremamente importanti. “

Club Italie-France : dopo il fenomeno dei grandi influencer con milioni di followers, stiamo assistendo all’emergere di micro e nano influencer – piccole comunità – che attirano l’interesse dei marchi. È questa la tendenza che i marchi emergenti devono seguire per creare lealtà e una comunità forte?

Clarisse Reille : Assolutamente: per un marchio emergente, i micro e i nano-influencer sono estremamente importanti: in effetti, questi influencer “minori” sono seguiti più da vicino dalla loro comunità ristretta, tanto affiatata da seguire ciecamente le loro raccomandazioni; questo costituisce una solida base, molto fedele.

“I social network amplificano anche gli eventi meno importanti e si compiacciono per gli scandali e le emozioni. “

Club Italie-France : abbiamo visto dal vivo l’epico fallimento di Dolce & Gabbana in Cina e la cancellazione della loro più grande sfilata di moda, un pericolo non indifferente in un mercato chiave. Qual è il valore della reputazione e come controllarla e difenderla?

Clarisse Reille : In sostanza, il marchio è legato alla performance: diventa sempre più importante, difficile da gestire soprattutto se teniamo conto dell’impatto dei social network, che amplificano gli eventi meno importanti e si compiacciono per gli scandali e le emozioni. In questi ambiti, mi sembra molto importante avere squadre molto diverse con background ed esperienze diversi, che saranno quindi in grado di rilevare meglio le minacce, a differenza delle squadre monoculturali, che tendono a pensare in modo più pavloviano.

“È assolutamente necessario che la tecnologia sia al servizio dell’uomo, perché i consumatori vogliono trovare un significato nei loro acquisti. “

Club Italie-France : la moda è il settore più innovativo al mondo, un’industria redditizia che attrae capitali, in particolare i GAFA, che investono in intelligenza artificiale, proponendo un nuovo modello di business e una relazione personalizzata con l’utente. La tecnologia è al servizio dell’uomo?

Clarisse Reille : È assolutamente necessario che la tecnologia sia al servizio dell’uomo, perché i consumatori vogliono trovare un significato nei loro acquisti. Non possiamo purtroppo non tenere conto del fatto che la tecnologia è anche un vettore di manipolazione e standardizzazione. Come tale, sembra molto positivo che Microsoft stia lanciando un’iniziativa per promuovere un quadro legale per il riconoscimento facciale, al fine di preservare i diritti e le libertà della persona.

Club Italie-France : quali sono le innovazioni tecnologiche che la interessano di più? E chi cambierà la relazione tra il marchio e il consumatore?

Clarisse Reille : intelligenza artificiale, realtà virtuale, il sistema blockchain per garantire la trasparenza.

Club Italie-France : innovazione, tecnologia, etica, esperienza, emozione e seduzione: qual è la sua “ricetta”?

Clarisse Reille : Per me, tutti questi ingredienti sono indispensabili e tutti devono contribuire a una ricetta perfetta. Non devono opporsi ma operare in perfetta sinergia.

Club Italie-France : il modello di consumo esasperato si sta esaurendo e cresce la ricerca di più umanità, etica e significato. Quale parola potremmo sostituire con la parola “consumatore”?

Clarisse Reille : la parola “consumatore” non è più adatta. Sono piuttosto partners, complici, alleati o anche amici o amici.

“Il settore tessile della moda è considerato uno dei più inquinanti del pianeta, dobbiamo riconoscergli di avere il coraggio di interrogarsi e di mettersi in discussione. “

Club Italie-France : Giorgio Armani ha disegnato in una recente intervista i valori del suo gruppo intorno all’inclusione e alla sostenibilità, non solo grazie all’uso responsabile delle risorse naturali, alla protezione dell’ambiente, al rispetto delle comunità, alla tracciabilità dell’intero processo produttivo e alla sicurezza del prodotto, ma anche grazie ad una filosofia di approccio sostenibile, un capo che può essere indossato per anni e quindi un approccio etico al consumo. Qual è la sua visione rispetto a questo settore, a lungo accusato di inquinare? Green washing o vera sfida?

Clarisse Reille : Se il settore tessile della moda è uno dei più inquinanti del pianeta, dobbiamo riconoscergli il merito di interrogarsi e di rimettersi in discussione. Siamo in una fase interessante, in cui un certo numero di marchi fa ancora “green washing”, ma credo che l’ondata di moda sostenibile ed etica sia rappresentativa.

“Il 75% dei millenials ritiene che i marchi abbiano così poco significato che scompariranno. “

Le prestazioni a misura d’uomo appaiono oggi come una delle principali aspirazioni per la società, i cittadini e i consumatori. Questo concetto di etica è molto più ampio della nozione di sostenibilità e di ecologico, poiché implica prendere in considerazione una dimensione umana e la sua singolarità. Ciò vale anche per il rapporto di un marchio con i suoi clienti, ma anche con i suoi dipendenti e gli eventuali subappaltatori, e più in generale i suoi ecosistemi.

“La distribuzione andrà ad integrare tutte le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, che potranno fluidificare le relazioni con i clienti. La relazione umana diventerà sempre più importante. “

Club Italie-France : Amazon sta testando un nuovo concetto di distribuzione fisica che potrebbe rivoluzionare la strategia omnichannel, soprattutto quella dei marchi di lusso, dando più importanza alle esperienze in-store. Quali sono le nuove frontiere della distribuzione?

Clarisse Reille : La distribuzione deve trasformarsi profondamente integrando tutte le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, che permettono di fluidificare tutte le relazioni con i clienti. Questa componente essenziale non sarà sufficiente, perché la relazione umana diventerà sempre più importante. Questo porterà i negozi, i grandi magazzini, le catene, a ripensare il loro modo di formare e reclutare il personale, e soprattutto di come rendere fedeli i venditori che saranno i veri e propri ambasciatori di un marchio.

Club Italie-France : La moda è un settore profondamente antropologica, che riflette i cambiamenti della società e spesso li anticipa: l’emancipazione delle donne, l’uguaglianza di genere, l’innovazione? Quali sono le trasformazioni alle quali assisteremo?

Clarisse Reille : la moda è un fenomeno sociale affascinante, un precursore, un laboratorio formidabile che ci spiega il mondo che verrà. I valori che mi sembrano simboleggiare questo movimento sono: l’esigenza di sincerità, il senso del marchio, l’etica e una forma di estetizzazione del mondo.

Intervista a cura di Chloé Payer

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